• Roberta Caserini Visual

La brand reputation in un piatto di spaghetti di riso.

Amo mangiare bene, amo la cucina tradizionale come quella sperimentale, amo la cucina etnica e provare nuovi sapori, amo chi cucina con amore. Mi piace uscire a cena, al ristorante, in pizzeria o in trattoria e a volte mi piace andare a mangiare due spaghetti cinesi al take away che si trova proprio a fianco del cinema vicino a casa.

E' un classico, cinema ma prima qualcosa di vagamente esotico e veloce per sentirsi quasi in vacanza.

Ecco dopo anni di tenero rapporto tra me, gli spaghetti di riso e le mie bacchette, è cambiata la gestione del locale e io mi sono sentita tradita, non tanto dalla qualità del prodotto ma dalla sua presentazione. La mia parte di Cina, il mio sentirmi per un breve momento dall'altra parte del globo, è svanito in un piatto di plastica.



A parte il fatto che la plastica è diventata giustamente la peste del 2019 , tutti gli altri brand del mondo (lo so sarebbe bello) si stanno muovendo per eliminarla per usare solo procedure sostenibili e packaging biodegradabili per dimostrare quanto l'ambiente e di conseguenza il cliente è al centro dei loro interessi, e tu me la proponi in cambio di un comodo contenitore in carta che già usavi?! Prima di questa decisione, avrai pensato a quanto più rapidamente diventano freddi gli spaghetti di riso cosi' all'aria, quasi nudi? E poi, ancora più importante, dov'è il mio pezzo di Cina? Dov'è il mio scatolino che potevo prendere con una mano mentre con l'altra cercavo di destreggiarmi col le bacchette sentendomi una donna di mondo?




Perché io, come molti altri, anche se inconsciamente, hanno visto in quel piatto un deprezzamento del valore del prodotto? Non chiedo una ciotola in ceramica, sono ben consapevole che non ci sta nei 2,50 € che mi fai pagare, proponila di carta e io te ne pago anche 3,50 di €.

Io penso che non occorra investire grandi somme in beneficenza o spendersi in altisonanti e caritatevoli progetti per avere una buona reputazione agli occhi del cliente, a volte basta poco.

Per esempio proporre in un bagno di servizio, a 2.173 m, sopra il Monte Bianco, un sapone biodegradabile per il 95%, per rispettare flora e fauna della valle. Sembra una cosa da niente ma ai miei occhi tutto il complesso Pavillon, Courmayeur ed esagerando, tutta la Valle d'Aosta hanno acquistato punti nella classifica dei miei luoghi preferiti.


Oppure usando dei bellissimi piatti di carta riciclata per servire piatti deliziosamente preparati da chef stellati durante una cena itinerante in un famoso hotel di Courmayeur.



Usare la ceramica per una cena in piedi è alquanto scomodo e pericoloso, i piatti di carta riciclata, bianchi non hanno tolto allure a queste magnifiche creazioni. Hanno aggiunto solo la consapevolezza di un'organizzazione eccellente e con un'impronta ecosostenibile ben definita.


Una buona brad positioning?

Basterebbe iniziare da scelte ponderate che non valutino solo l'aspetto economico come principale fattore decisionale.

Basterebbe pensare che non è solo la qualità del prodotto a vendere. Perché basta una scelta sbagliata e in attesa che la plastica sia definitivamente bandita gli spaghetti di riso me li mangio altrove e prima del cinema andrò a mangiarmi una italianissima pizza.

© 2017 by ROBERTA CASERINI