• Roberta Caserini Visual

IMMAGINI PER RICORDARE Il mio primissimo ricordo è l'immagine di mio papà che mi porge un regalo

IMMAGINI PER RICORDARE

Il mio primissimo ricordo è l'immagine di mio papà che mi porge un regalo, una bambola “Pallina”, Me la vedo ancora davanti agli occhi e riesco ancora a sentire la felicità e a rivivere l'emozione che ho provato trentotto anni fa. Non è un ricordo costruito, è proprio un'immagine ancorata alla mia memoria. Sto guardando dal basso questo omone abbronzato che dopo una settimana, tempo che a me da bambina tre-enne è sembrato un'eternità, era venuto a trovarci al mare e mi aveva portato un regalo.

Tutta questa emozione in un immagine.



PERCHE' SI RICORDANO DI PIU' LE IMMAGINI?

Siamo animali, la nostra storia di “Uomo” è relativamente cominciata da poco e i nostri predecessori per sopravvivere dovevano esplorare l’ambiente e ricordare luoghi, situazioni, esperienze per poter distinguere pericoli e opportunità, e per ricordare usavano le immagini.

La parola e la scrittura sono arrivate dopo, quando l'uomo, al sicuro nella sua capanna ha dovuto necessariamente relazionarsi con altri della sua specie.

Per gran parte della nostra evoluzione dunque le informazioni più importanti che abbiamo dovuto imparare per sopravvivere sono state non verbali.

Il nostro cervello elabora più rapidamente le immagini di ogni altra informazione. Non a caso i segnali di pericolo sono segnali e non parole scritte o comunque brevi parole ma correlate a segni e/o colori.



LE IMMAGINI EVOCANO EMOZIONI

Non ricordiamo le immagini solo per sopravvivere, ricordiamo di più ciò che vediamo anche perché ci emozioniamo.

E' l'emisfero destro del nostro cervello che processa le immagini ed è anche l'emisfero associato all'immaginazione, all'intuizione e ai sentimenti. L'impatto emotivo suscitato dall'osservare qualcosa che ci piace, fa si che le immagini siano ricordate più a lungo.

IMMAGINI PER EMOZIONARE PER FARSI RICORDARE

Ti ricordi cosa stavi facendo la notte del'11 luglio 1982?

No?

Proviamo così...



In un' immagine tutta l'emozione di una notte. Io non amo particolarmente il calcio, ma quella notte me la ricordo ancora...

IL VISUAL MERCHANDISING E LE EMOZIONI

Il nostro cervello evoca principalmente i ricordi attraverso le immagini e le immagini sono più facili da decifrare quindi da ricordare.

Anche per questo è nato il visual merchandising.

Nel visual merchandising non consideriamo però immagini a caso, ma tutto ciò che visivamente racconta una storia, la tua storia, dove il cliente tipo si riconosce e che evoca in lui ricordi di un “mondo migliore” o di una parte migliore di sé.

L'immagine del tuo lavoro, del tuo negozio, del tuo stand, del tuo studio, di te, del tuo logo, anche fuori contesto, porteranno comunque la sua mente a te.

Potresti esporre un bel cartellone con scritto il nome della tua azienda, scrivere che sei competente, che nel tuo lavoro sei il numero uno, che la tua azienda è solida, che tu tratti i tuoi clienti nel migliore modo possibile, che acquistando da te diventeranno migliori, che potranno sognare ed essere invidiati, che tu puoi risolvere i loro problemi. Potresti scrivere mille parole...

Oppure puoi esporre i tuoi prodotti in modo che da soli esprimano tutto quello che vuoi dire.

Io nella descrizione mi sono annoiata ( e stavo scrivendo io, figurati chi legge), molto meglio un immagine GIUSTA, vale più di mille parole.

0 visualizzazioni

© 2017 by ROBERTA CASERINI